Dichiarazione per la Sovranità Digitale Europea — 18 novembre 2025 https://assets.innovazione.gov.it/1763560898-declaration_on_digital_sovereignty.pdf
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Dichiarazione per la Sovranità Digitale Europea

18 novembre 2025


Al cuore della politica digitale europea si trova la sovranità digitale. Essa si riferisce alla capacità dell'UE e dei suoi Stati membri di agire in modo autonomo e di scegliere liberamente le proprie soluzioni, traendo al contempo vantaggio dalla collaborazione con i partner globali, quando possibile. Ciò implica definire e applicare il proprio quadro giuridico in conformità con i principi riconosciuti a livello internazionale. Per raggiungere questo obiettivo, l'Europa deve creare le condizioni che rafforzino la sicurezza economica, la competitività, la resilienza e la fiducia, preservando al contempo i valori democratici europei nel mondo digitale. La sovranità digitale non significa isolamento o protezionismo; significa garantire che l'Europa possa agire in modo indipendente e autodeterminato sulla base del diritto internazionale, delle proprie leggi, dei propri valori e dei propri interessi di sicurezza, aspirando al contempo alla cooperazione internazionale con i partner che condividono i valori e i principi europei.

La nostra comune comprensione della sovranità digitale è la capacità degli Stati membri di poter regolamentare le proprie infrastrutture digitali, i dati e le tecnologie. Essa comprende la capacità degli individui, delle imprese e delle istituzioni in Europa di agire in modo indipendente nel mondo digitale, consentendo decisioni autonome sull'uso, la governance e lo sviluppo dei sistemi digitali senza dipendere indebitamente da attori esterni, al fine di proteggere le nostre democrazie e i nostri valori europei.

Noi, i firmatari, dichiariamo la nostra ambizione condivisa di rafforzare la sovranità digitale dell'Europa in modo aperto come pilastro fondamentale della nostra resilienza economica, prosperità sociale, competitività e sicurezza.*

Per rendere operativa questa ambizione condivisa, i seguenti principi delineano gli orientamenti e le priorità comuni che guideranno la nostra azione collaborativa. Essi forniscono un quadro di riferimento per rafforzare la capacità d'azione dell'Europa nella sfera digitale, garantendo al contempo coerenza, equilibrio e apertura nel nostro approccio.

  • Gli sforzi devono basarsi sulle iniziative e sui quadri esistenti, evitando duplicazioni inutili e garantendo un'attuazione coerente in tutta l'Unione. Al tempo stesso, è necessaria chiarezza terminologica: la sovranità digitale non deve essere fraintesa come protezionismo, bensì come un approccio europeo comune che rafforza la nostra capacità di agire liberamente rimanendo in collaborazione con i mercati e i partner globali. L'Europa deve pertanto restare aperta ai partner globali che condividono gli stessi valori dell'UE e agli sforzi collaborativi per continuare a beneficiare della cooperazione scientifica e tecnologica globale, che a sua volta facilita un accesso più ampio a talenti, prospettive e innovazioni diversificate.

  • Le nostre priorità devono concentrarsi sulla promozione di soluzioni europee, creando un clima di investimento favorevole, nonché un quadro normativo chiaro, prevedibile ed equo che incoraggi l'innovazione e la competitività, in particolare per le piccole e medie imprese, ma anche tenendo conto del ruolo strategico che le grandi imprese possono svolgere nelle catene del valore. I punti di forza dell'Europa in materia di standardizzazione e interoperabilità devono essere valorizzati per garantire che le soluzioni europee siano competitive su scala globale. Una partecipazione europea attiva e strategica alla standardizzazione internazionale, che faccia sentire gli interessi europei negli organismi di standardizzazione competenti, rappresenta un pilastro fondamentale per la sovranità digitale europea.

  • La sovranità dei dati è centrale in questo sforzo, poiché i dati sono asset strategici quando si parla di sovranità digitale. In particolare, i dati più sensibili dell'Europa devono essere efficacemente protetti da indebite interferenze esterne o da leggi extraeuropee. A tale riguardo è importante garantire l'effettiva applicazione delle norme vigenti, unitamente allo sviluppo di strumenti pratici come il Portafoglio europeo di identità digitale, il sistema tecnico "Once-Only", gli spazi comuni di dati e le sandbox normative.

  • L'indipendenza tecnologica dell'Europa dipende da una visione a lungo termine e da investimenti in settori strategici come il calcolo ad alte prestazioni, i semiconduttori, le reti di comunicazione di nuova generazione, le infrastrutture satellitari, le tecnologie quantistiche, la cybersecurity, il cloud e l'intelligenza artificiale. Ciò include l'incentivazione delle imprese e delle pubbliche amministrazioni ad adottare queste tecnologie nei propri processi in modo sicuro e responsabile. Poiché i finanziamenti pubblici hanno dei limiti, è importante ridurre le barriere agli investimenti privati nelle tecnologie digitali europee e valutare quali ulteriori azioni siano necessarie per sbloccare capitali sufficienti. Ciò può includere anche un uso mirato degli appalti pubblici, rilevante per sostenere la domanda e la quota di mercato dei fornitori europei, riducendo così le dipendenze strategiche.

  • Le soluzioni open source possono svolgere un ruolo importante nel potenziamento della sovranità digitale, a condizione che soddisfino elevati standard di cybersecurity e siano integrate da tecnologie proprietarie affidabili, ove opportuno.

  • La creazione di asset comuni europei in materia di intelligenza artificiale, dati, capacità cloud e infrastrutture spaziali, anche attraverso partenariati pubblico-privati e soluzioni open source (senza pregiudicare i negoziati sul QFP), rafforzerà la capacità dell'Europa di proteggere i dati e mettere in sicurezza le infrastrutture critiche.

  • La ricognizione delle iniziative esistenti può fornire una base preziosa per identificare punti di forza e campioni nascosti, nonché per orientare nuove misure.

  • Al tempo stesso, l'Europa deve assumere un ruolo proattivo nel definire la politica internazionale, sfruttando i propri punti di forza per creare un ecosistema digitale globale dinamico. La cooperazione in settori quali le infrastrutture digitali sicure e affidabili, le tecnologie emergenti, la resilienza delle catene di approvvigionamento, le materie prime, la cybersecurity, i flussi di dati, gli standard digitali e le competenze digitali è fondamentale per rafforzare la nostra resilienza economica e garantire la nostra rilevanza nell'ordine digitale globale. È inoltre essenziale che l'UE continui a essere una voce forte nel dibattito sugli standard globali e sulla governance delle tecnologie emergenti e dirompenti. L'obiettivo è aumentare la competitività tecnologica e la sovranità digitale dell'UE e dei suoi partner, promuovere interessi comuni, scambi commerciali e investimenti, cooperazione nella ricerca o cooperazione normativa, e attrarre talenti nei settori del digitale, dell'IA e della tecnologia.

  • Le dipendenze devono essere gestite in modo strategico, basato sul rischio e responsabile: l'obiettivo non è l'autosufficienza, che non è né realistica né auspicabile, ma la capacità di agire con fiducia e autonomia laddove è più importante, in particolare attraverso l'effettiva protezione dei dati più sensibili dell'Europa da indebite interferenze esterne.

  • Un solido quadro di governance è necessario come condizione trasversale per il successo. Piuttosto che creare strutture nuove e potenzialmente duplicative, dobbiamo concentrarci sull'ottimizzazione e sull'integrazione di ciò che già esiste, garantendo così chiarezza ed efficienza. La governance deve rafforzare la fiducia, ridurre la frammentazione e fornire un meccanismo trasparente per il processo decisionale collettivo. Inoltre, la governance deve essere inclusiva e adottare un approccio multi-stakeholder, coinvolgendo attori pubblici e privati, nonché la società civile e il mondo accademico, per garantire legittimità, competenza e ampio sostegno.

  • In definitiva, la sovranità digitale dipende non solo dalle tecnologie e dalle infrastrutture, ma anche dalle persone. Un'attenzione agli investimenti nell'istruzione e nella ricerca, nelle competenze digitali e nell'alfabetizzazione digitale è indispensabile per potenziare la forza lavoro europea, i cittadini, le pubbliche amministrazioni e le imprese. Senza questi elementi, anche i migliori quadri normativi resteranno fragili. L'apprendimento condiviso, la messa in comune delle competenze, le strategie per attrarre talenti stranieri e la condivisione delle migliori pratiche tra gli Stati membri rafforzeranno ulteriormente la capacità d'azione collettiva dell'Europa. L'alfabetizzazione mediatica e informativa è essenziale per accrescere la conoscenza del panorama digitale e imparare a navigare in modo sicuro; deve essere promossa attraverso l'apprendimento permanente per garantire la nostra resilienza e competitività.

  • Le tecnologie e le infrastrutture digitali offrono immense opportunità di innovazione, scienza, prosperità e risoluzione delle sfide sociali, ma espongono anche l'Europa a vulnerabilità e rischi derivanti dalla frammentazione geopolitica, dalle minacce informatiche e dalle dipendenze strategiche. Pur rafforzando le nostre capacità interne e rimanendo aperti a partner globali affidabili, la resilienza può essere migliorata sviluppando robuste capacità e competenze in materia di cybersecurity in tutta l'UE, anche favorendo soluzioni di cybersecurity autoctone provenienti da imprese europee innovative, trasformando queste sfide in motori di competitività e resilienza.

  • Mercati equi, efficienti, affidabili e competitivi rimangono un prerequisito per il successo di queste iniziative e investimenti. Dobbiamo utilizzare gli strumenti di supervisione e regolamentazione a nostra disposizione sui mercati digitali, come l'IA e il cloud, per smantellare posizioni di mercato dominanti e pratiche predatorie.

  • Infine, la sovranità digitale riguarda anche la protezione della democrazia e il rafforzamento della fiducia nelle nostre società. La diffusione di disinformazione e deepfake, nonché il forte aumento degli attacchi informatici, minacciano la nostra sicurezza, l'integrità delle istituzioni democratiche e la fiducia pubblica. Rafforzare l'integrità dell'informazione e la cybersecurity, garantire catene di approvvigionamento digitali resilienti e affidabili, partecipare a dialoghi multi-stakeholder globali e inclusivi, promuovere l'alfabetizzazione digitale e mediatica, favorire un panorama mediatico (online) diversificato e indipendente, e rendere disponibili servizi digitali indipendenti e affidabili sono pertanto elementi essenziali.


Noi, i firmatari, ci impegniamo pertanto a lavorare insieme per rafforzare la sovranità digitale dell'Europa.

Questa Dichiarazione riflette la nostra comune volontà politica di ridurre le dipendenze strategiche, rafforzare le capacità tecnologiche dell'Europa, preservare la resilienza democratica e posizionare l'Europa come partner aperto, affidabile, innovativo e fondato sui valori nell'ecosistema digitale globale.

La presente Dichiarazione, in quanto documento non giuridicamente vincolante, rappresenta un impegno politico condiviso dei firmatari per rafforzare la sovranità digitale degli Stati membri e dell'Europa e per orientare le azioni future in modo coordinato e cooperativo.


*FR, DE: in linea con le conclusioni del Consiglio del 23 ottobre 2025, approvate dai 27 Capi di Stato e di Governo, Francia e Germania chiedono invece un'ambizione condivisa per rafforzare la sovranità digitale dell'Europa su un ecosistema digitale aperto e rafforzato.


Firmatari

Paese Rappresentante Carica
Ungheria Viktor Szabó Sottosegretario di Stato per le ICT, Ministero dell'Energia
Svezia Erik Slottner Ministro per la Pubblica Amministrazione
Irlanda Niamh Smyth Ministro di Stato per la Promozione del Commercio, l'IA e la Trasformazione Digitale
Slovenia Ksenija Klampfer Ministro della Trasformazione Digitale
Lettonia Raimonds Čudars Ministero della Smart Administration e dello Sviluppo Regionale
Lituania Edvinas Grikšas Ministro dell'Economia e dell'Innovazione
Lussemburgo Elisabeth Margue Ministro Delegato presso il Primo Ministro per i Media e la Connettività
Malta Silvio Schembri Ministro per l'Economia, le Imprese e i Progetti Strategici
Polonia Dariusz Standerski Segretario di Stato, Ministero degli Affari Digitali
Paesi Bassi Vincent Karremans / Eddie van Marum Ministro degli Affari Economici / Ministro per la Digitalizzazione
Spagna Oscar Lopez Águeda Ministro per la Trasformazione Digitale e la Funzione Pubblica
Italia Alessio Butti Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l'Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale
Finlandia Lulu Ranne Ministro dei Trasporti e delle Comunicazioni
Francia Anne Le Hénanff Ministro di Stato per l'IA e gli Affari Digitali
Estonia Liisa Pakosta Ministro della Giustizia e degli Affari Digitali
Austria Alexander Pröll Segretario di Stato per la Digitalizzazione, la lotta all'Antisemitismo, il Pubblico Impiego e la Costituzione presso la Cancelleria Federale
Bulgaria Valentin Mundrov Ministro della Governance Elettronica
Belgio Vanessa Matz Ministro dell'Azione Pubblica e della Modernizzazione
Croazia Vedrana Šimundža Nikolić Segretario di Stato, Ministero della Giustizia, della Pubblica Amministrazione e della Trasformazione Digitale
Repubblica Ceca Marian Jurečka Vice Primo Ministro e Ministro del Lavoro e degli Affari Sociali, membro del Governo responsabile per la trasformazione digitale
Cipro Nicodemos Damianou Vice Ministro della Ricerca, dell'Innovazione e della Politica Digitale
Danimarca Caroline Stage Ministro per gli Affari Digitali
Germania Karsten Wildberger Ministro Federale per la Trasformazione Digitale e la Modernizzazione del Governo
Grecia Christos Dermentzopoulos Vice Ministro della Governance Digitale
Portogallo Gonçalo Saraiva Matias Ministro nel Gabinetto del Primo Ministro e della Riforma dello Stato
Romania Dragoş Cristian Vlad Presidente dell'Autorità per la Digitalizzazione della Romania
Slovacchia Radoslav Štefánek Segretario di Stato del Ministero degli Investimenti, dello Sviluppo Regionale e dell'Informatizzazione e Rappresentante del Governo per l'IA